Prestiti in 24 ore per disabili: agevolazioni, informazioni, guida completa

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Il prestito in 24 ore: chi lo può richiedere

Tutti hanno la possibilità di richiedere il prestito in 24 ore, sia fisicamente, recandosi quindi presso la filiale in questione, oppure attraverso il sito online della banca, andando nell’area dedicata ai prestiti. Bisogna sempre avere un conto corrente già aperto presso quella banca, per poter ricevere l’accredito della somma chiesta in prestito. Inoltre se decidiamo da casa di effettuare la domanda, avremo il vantaggio di una riduzione delle tempistiche burocratiche, che non sforeranno le 24 ore previste. Inoltre avremo la possibilità di scegliere comodamente quale sia la banca, che con le sue politiche e condizioni fa davvero al caso nostro. Infatti esistono banche le quali ad esempio sono disposte a concedere un prestito agli over 75, mentre altre banche no. Ovviamente per quanto concerne il primo caso, c’è l’obbligo di stipulare con la banca una polizza assicurativa sulla vita, in caso di improvviso e probabile decesso. La stessa cosa nel caso ci fossero situazioni di malattia più o meno gravi. Questo dovrebbe essere segnalato, e portata tutta la documentazione, o meglio inviata tutta la documentazione necessaria e determinante per ottenere il prestito.

Quali documenti inviare?

I documenti da inviare per richiedere un prestito variano in base alla categoria di richiedenti a cui apparteniamo, ma generalmente dobbiamo:

  • aver compiuto almeno 18 anni,
  • presentare un documento di identità,
  • la pensione, se pensionati,
  • busta paga nel caso la possediamo,
  • CUD e ISEE, se necessari,
  • documentazione legata a problemi di salute o di disabilità, quindi assegno di disabilità.

Non solo banche, ma anche privati

Se avete urgente bisogno di liquidità ma le banche o finanziarie a cui vi siete rivolti pretendono condizioni troppo rigide che non vanno d’accordo con le vostre esigenze, c’è la possibilità di garanzie di scegliere l’opzione del prestito tra privati.

La rete offre molto in questo senso, è necessario solo navigare sul web per trovare facilmente siti che propongono questo servizio che ormai ha preso piede da diversi anni rendendo meno difficoltoso l’incontro fra chi presta e chi chiede denaro.

La differenza rispetto ai classici prestiti risiede nel non chiedere la somma ad una banca o finanziaria ma si rivolge a un creditore privato.

Non si parla di usurai, tutto è regolamentato dalla legge, qui l’iter è trasparente come lo sono le condizioni disciplinate da un protocollo redatto secondo la normativa vigente in fatto di tassi di interesse.

Abbiamo inoltre dei tassi di interesse molto agevolati nella maggior parte dei casi.

Tassi di interesse: il TAN

Nelle pubblicità di prestito rapido vengono evidenziati due valori percentuali: il primo di essi è il TAN, un acronimo che sta ad indicare il:

Tasso Annuo Nominale, ovvero il tasso di interesse che viene applicato al capitale, quello che andremo a pagare nella restituzione in aggiunta alla somma erogata.

Come definiamo il TAEG?

L’altro valore che va a braccetto con il TAN è il TAEG e risulta la percentuale indicata in un prestito veloce, una sigla che sta per:

Tasso Annuo Effettivo Globale, ovvero l’insieme di tutte le spese e gli oneri finanziari correlati al finanziamento: si va dalle spese di commissione a quelle di apertura di pratiche o per un’eventuale estinzione anticipata del prestito. Alcune finanziarie possono portare A ZERO alcune o tutte queste spese, queste in base alle politiche specifiche di ciascuna banca oppure istituti di credito.

Quali sono le spese che possono far aumentare il TAEG?

Esistono delle spese che possono far aumentare il TAEG di un prestito rapido, quello in 24 ore ad esempio, e che vanno tenute bene a mente quando si mettono a confronto i vari preventivi delle differenti banche. Non per forza però le spese sono tutte considerate ed accolte, questo in quanto va in base alle varie politiche delle finanziarie. Infatti accade che alcune banche considerino tali spese azzerate, ma in genere queste sono le spese e i costi accessori da tenere in considerazione:

  • Spese di istruttoria: ovvero l’onere accessorio, questo è sulle spalle del finanziamento, che vengono applicate per la copertura delle spese di valutazione e gestione della domanda di finanziamento. Di solito sono corrisposte in un’unica soluzione, al momento dell’erogazione del finanziamento
  • Spese di Incasso Rate: queste sono previste quando un cliente paga la rata mensile di ammortamento con addebito diretto su conto corrente bancario (RID), per cui la banca applica le commissioni di incasso all’istituto finanziatore, che a sua volta pone tali spese a totale carico del cliente.
  • Spese di invio di Estratto Conto: le disposizioni in materia di trasparenza richiedono ogni anno l’invio al cliente di un estratto conto che riassume la sua posizione debitoria, una modalità molto utile per l’utente che in tal modo ha possibilità di verificare il corretto andamento dei rimborsi: questo invio dell’estratto conto sotto forma di materiale cartaceo può essere un onere a totale carico del cliente.
  • Altre spese accessorie: ce ne possono essere varie, come per esempio quelle che in caso di insolvenza, oltre alle eventuali spese di mora, possono essere a carico del cliente insolvente, si parla di costi per solleciti di pagamento, costituzione in mora, recupero telefonico e così procedendo.
  • Spese di tipo assicurativo: tali voci sono facoltative oppure obbligatorie a seconda del tipo di prodotto, e di solito succede che vengono pagate o in un’unica volta oppure in modo mensile accompagnate all’importo della rata rimborso con gli interessi. Questi costi servono in caso di eventuali rischi di insolvenza in caso di morte, perdita di lavoro o invalidità permanente. Non dimentichiamo però che per quanto concerne la
  • tutela assicurativa, questa non scatta in modo automatico, ma deve essere l’assicurato o i suoi familiari a comunicare nell’immediato il sopraggiunto stato di insolvenza.

Tassi agevolati: per quali categorie?

I tassi di interesse sono agevolati, per coloro che appartengono a delle categorie precise:

  • pensionati,
  • studenti regolarmente iscritti all’Università con una votazione alta nella carriera di studi e con un valore ISEE molto basso,
  • disabili,
  • inoccupati,
  • cassaintegrati,
  • disoccupati.

Tasso costo uguale a zero

Ci sono anche casi particolari, situazioni di salute molto gravi con ISEE molto basso, oppure se siamo studenti e siamo regolarmente iscritti all’Università e siamo meritevoli sempre con ISEE decisamente basso, in cui il tasso di interesse è uguale a zero.

La cosa si verifica anche quando siamo giovani imprenditori e decidiamo di fare un prestito a fondo perduto, se previsto dal banco, in alcuni casi il tasso di interesse potrebbe essere pari a zero.

Requisiti che bisogna avere per richiedere un prestito agevolato con Legge 104

Sul territorio italiano diversi istituti di credito nazionali, hanno stretto una convenzione particolare con l’INPS attraverso l’A.N.D.I – Associazione Nazionale Disabili Italiani – orientata a invalidi e portatori di handicap molto compromettente, per consentir loro un più semplice accesso al credito. I tassi di interesse solitamente sono molto vantaggiosi, come è giusto che sia d’altro canto.

Però ci sono dei requisiti da rispettare per fare la richiesta di un prestito di questo tipo, prima di tutto, è necessario non solo essere iscritti all’A.N.D.I. – pagando una quota annuale pari a 25,00 euro – ma presentare queste condizioni:

  1. Riconoscimento dello stato d’invalidità civile superiore al 74%,
  2. Non percepire unicamente la pensione d’invalidità civile,
  3. Aver ottenuto il riconoscimento delle agevolazioni previste dalla Legge 104.

Il motivo per cui non basta aver la pensione di invalidità per poter ottenere un prestito che sia agevolato, si spiega col fatto che questo tipo di assegno non è soggetto a cessione del quinto (garanzia per la banca), in quanto rappresenta un sostegno al reddito per persone in difficoltà economica, ma non una pensione cedibile.

Come muoversi per presentare la richiesta di prestito agevolato?

Dopo aver verificato di essere in possesso di tutti questi requisiti, si può andare ad un secondo step che serve ad avviare l’iter per richiedere il prestito agevolato. Ricordiamo inoltre che non risulta affatto necessario essere titolari di altri redditi oltre l’assegno di pensione di invalidità, come accade ad esempio per chi ha la pensione, o per gli inoccupati o disoccupati.

La domanda va presentata direttamente all’INPS, questo è importante, e l’Ente provvederà a verificare se la sussistenza dei requisiti è presente e vedrà se accettare o meno la richiesta in base a tutta la documentazione fornita. Se la domanda verrà accettata  si riceverà la somma richiesta sul conto corrente aperto con quella banca, e che è stato palesato al momento della richiesta. Si ricorda che questo può avvenire solo in caso di prestito non finalizzato. Infatti la cifra può essere spesa come desideriamo, senza presentare alcun preventivo che specifica il bene che vogliamo acquistare e dove. In questo ultimo caso la banca eroga la somma in denaro direttamente al negozio, oppure ad un Ente come l’Università.