Prestiti in 24 ore ed eredi: guida, spiegazione, info

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I prestiti e gli eredi

Non tutti quando stipulano un prestito con una banca o finanziaria, ha in mente i propri eredi. Ma i debiti, i prestiti, si ereditano, solitamente accade così tra genitori e figli, ma non solo. Comunque sia senza entrare troppo in materia legale, diciamo che le varie banche si tutelano in modi differenti per avere certe garanzie a riguardo e se noi teniamo che il nostro debito non gravi su nessuno, sarebbe bene avere una copertura assicurativa. Ovviamente una polizza assicurativa presenta un certo costo, ma alle volte non è così oneroso. Ma almeno saremo sereni. Però ci sta da dire che in non tutti i casi è possibile richiedere una copertura di tipo assicurativo, la cosa dipende fondamentalmente dalla categoria di prestito. infatti esistono tante tipologie di prestito:

  • finalizzato, in  cui la banca elargisce la somma direttamente al negozio oppure presso l’Ente in cui andremo ad acquistare un dato Bene,
  • personale, attraverso cui possiamo spendere la somma del prestito in modo vario, in base alle nostre esigenze,
  • cessione del quinto, caso in cui, lo stipendio viene trattenuto in un quinto, come garanzia per la banca,
  • altre tipologie in base alla categoria di persona.

Quali debiti possono essere ereditati?

Bisognerebbe chiedersi principalmente quali sono le tipologie di debito ereditabili? Spesso accade che qualunque sia la forma debitoria, che sia nei confronti del Fisco oppure delle bollette lasciate in sospeso e non pagate dal defunto, rientrano nella successione ereditaria, essendo spesso causa di problematiche e tensioni familiari.

Non fa eccezione un finanziamento contratto con un istituto di credito o società finanziaria, parliamo della stessa cosa in pratica. I prestiti che sicuramente si ereditano, senza ombra di dubbio sono quelli personali. Si va ad ereditare quindi anche la restituzione della somma erogata con i relativi interessi.

Il codice civile vediamo che dichiara i debiti lasciati da una persona, al momento del decesso, trasmessi gli eredi che hanno accettato l’eredità in proporzione alla quota di ciascuno. Infatti è anche possibile fare la rinuncia all’eredità nel caso di debiti, questa ovviamente ha un costo in ogni caso che non è mai fisso, ma varia in base a somme e condizioni precise.

Solitamente per quanto concerne un prestito che è personalizzato, la cosa funziona in questo modo:

  • l’eredità va suddivisa tra tre eredi, ognuno di essi risponderà solo di un terzo dei debiti lasciati dal padre. Una più precisa chiarificazione delle norme ha potuto portare a affermare che questa disposizione si applica a tutti i debiti di natura civile, ma vanno escluse le sanzioni amministrative e penali. Questo è importante da ricordare, quindi nel caso di una multa, ad esempio, che prendiamo in macchina, questa non si trasmette assolutamente ai possibili eredi.

Debiti ereditati, come organizzarsi dopo un decesso?

Per quanto riguarda la legge italiana, questa ci apre davanti due possibilità, opzioni, o strade alternative per risolvere la situazione in cui abbiamo a che vedere con gli eredi di un prestito. Queste due strade sono:

l’accettazione con il beneficio di “inventario”,

la diretta rinuncia dell’eredità nel suo complesso, e questo vale dunque anche quando si ereditano prestiti personali.

Per quanto riguarda la prima situazione, bisogna subito dire che  si ha la possibilità, da parte dell’erede, di poter tenere distinto il proprio patrimonio da quello del defunto. Basta rivolgersi presso lo studio di un notaio o presso la Cancelleria di un tribunale, per stilare una sorta di elenco dei beni ereditati. Risulta di estrema importanza sottolineare che l’accettazione con beneficio di “inventario” è una figurazione legislativa diversa dalla separazione dei beni. Infatti quest’ultima fa riferimento solo ai creditori del defunto, e non agli eredi di cui stiamo parlando.

Come funziona la rinuncia all’eredità, nel caso di prestito personale

La seconda strada o situazione, per evitare di ereditare le conseguenze dei prestiti personali lasciati dal defunto è la rinuncia all’eredità. Questa può avvenire con o senza testamento, e anche in tal caso può essere espressa di fronte ad un notaio o al cancelliere del tribunale, una soluzione molto estrema da percorrere, solitamente nel caso di una pesante situazione debitoria.

Questa soluzione fa sì che il debito con l’eredità sia al massimo trasferito ai co-eredi, o ad un altro erede legittimo, o ancora ad un altro erede stabilito in precedenza  in un testamento ad esempio.

Come evitare di ereditare i debiti?

Esiste una alternativa per evitare che un decesso anticipato comporti lo spostamento del prestito personale agli eredi, ed è l’assicurazione sul finanziamento. Questa sarebbe una polizza vita facoltativa, e in alcune condizioni risulta obbligatoria, che interviene nel momento in cui non si riescono a pagare le rate del piano di ammortamento. Per far si che la polizza risulti obbligatoria solo per i lavoratori dipendenti che scelgono la modalità di cessione del quinto, negli ultimi anni sempre più istituti di credito hanno iniziato a porre come condizione necessaria all’erogazione del finanziamento la famosa stipula di un’assicurazione. Questa però non prevede una tutela solo del contraente e dei suoi eredi, ma anche della banca stessa, quindi questo aspetto è decisamente positivo.

Per quanto riguarda la modalità più frequente, questa prevede che venga stipulata con la banca la polizza sui prestiti Cpi (Credit protection insurance). Questa tipologia di assicurazione viene pagata insieme al prestito o facendo aumentare la rata mensile di rimborso, oppure in forma di premio unico e anticipato al posto del pagamento rateale.

Qual è il funzionamento dell’assicurazione sul prestito?

L’assicurazione sul prestito funziona da tutela per tutta una serie di casi, permettendo così di pagare le rate mancanti al posto del richiedente specifico, in caso di:

decesso inabilità temporanea totale al lavoro (generalmente per 12 mensilità al massimo),

invalidità totale e permanente perdita del lavoro per un periodo massimo di un numero di 2 mesi,

oggettive difficoltà economiche.

Per fare in modo che l’assicurazione copra queste situazioni, il beneficiario del finanziamento deve assolutamente:

dare modo di verificare che la situazione è veritiera, con documenti precisi, come ad esempio i referti medici che attestino l’inabilità o l’invalidità del titolare del finanziamento.

Quinto della pensione: quel prestito che mette al sicuro gli eredi in caso di morte

Chi sta per sottoscrivere la Cessione del Quinto della pensione può essere preso da un dubbio più che legittimo. Ovvero potrebbe domandarsi: cosa ne è del prestito, nel caso di decesso e come funzionano le cose in seguito a tale situazione?

Gli eredi sono importanti, ed è bello quando chi ha dei debiti faccia questo tipo di considerazione. Infatti, il più delle volte, la preoccupazione riguarda proprio loro: il prestito andrà a pesare sugli eredi? Ecco perché non c’è da preoccuparsi in caso di decesso.

Una delle caratteristiche di una Cessione del Quinto è la sottoscrizione obbligatoria (per legge) di un’assicurazione che tutela l’istituto che ha concesso il credito e gli eredi del richiedente dal caso di premorienza di quest’ultimo.

Come funziona in particolare l’assicurazione nel Quinto della pensione?

I soggetti interessati dal contratto di assicurazione, che hanno stipulato un prestito con cessione del quinto, sono:

  • L’assicurato: colui che ha sottoscritto la cessione del Quinto della pensione;
  • Il beneficiario;
  • La banca;
  • L’assicurazione.

Quando l’assicurazione del prestito è obbligatoria?

L’assicurazione sul prestito risulta obbligatoria secondo quanto dice la legge, solo in caso dei prestiti che prevedono la cessione del quinto contro il rischio vita e il rischio impiego. In tutti gli altri casi, se parliamo di prestito personale ad esempio, l’assicurazione sul prestito non è sempre prevista come condizione necessaria all’erogazione. Invece in tal caso, potremmo essere dei cattivi pagatori, e allora la banca richiede una maggiore garanzia, motivo per cui per questa categoria il prestito può essere richiesto solo in tal modo.

Però in questi casi, anche se abbiamo un reddito molto baso, un ISEE molto ridotto, allora il costo della polizza assicurativa deve essere incluso nel calcolo del Taeg, il Tasso Annuo Effettivo Globale che indica il costo complessivo del finanziamento. Questo valore percentuale è utile per confrontare rapidamente la convenienza dei diversi preventivi di prestito. Infine nel caso in cui si scelga l’estinzione anticipata del prestito, è importante sapere e conoscere bene le alternative per un rimborso del premio non goduto, nell’eventualità in cui la polizza sia stata già pagata per intero.

Dopo quanto detto, deduciamo come sia sia importante stipulare una polizza assicurativa, anche nel caso non sia obbligatoria, soprattutto nel caso di cifre elevate. Questo potrebbe essere il caso di prestiti molto alti, superiori anche a 50.000 euro circa. Per quanto concerne i prestiti in 24 ore, questi non prevedono per forza una polizza assicurativa, teniamo conto che spesso le cifre sono ridotte.